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Relazione dei lavori della commissione "Legalità e bullismo"
Alla luce dei recenti episodi ormai noti a tutti, che hanno riportato in primo piano un problema da sempre esistente, abbiamo sentito il bisogno di costituire la suddetta commissione di lavoro. Nel corso della discussione, sono risultate due differenti forme di bullismo: il primo caso riguarda ragazzi provenienti da famiglie per lo più benestanti come reazione alla noia quotidiana in cui sono spesso immersi ed è diffuso più spesso al nord; il secondo caso,invece, è legato specialmente al meridione dove il tessuto sociale nel quale i ragazzi vivono lascia il bullismo come unica possibilità di realizzazione individuale tramite la secca alternativa: o vittima silenziosa o bullo. Questi due forme trovano un punto di contatto: sia al nord che al sud tutti i ragazzi sono spinti da un comune bisogno di affermarsi. Il problema sta nella mancanza di educazione,che non si riduce a regole,prediche ne tanto meno a circolari sulla convivenza civile: occorre puntare sulla natura originaria dei ragazzi ridestando il loro desiderio di bello, di bene e di vero. In questo senso è emersa l'esperienza, legata alle città di Ascoli,Cremona,Milano e Brescia, di Portofranco, ovvero di un luogo nel quale studenti e professori danno gratuitamente ripetizioni pomeridiane ai loro compagni in difficoltà, condividendo con loro la bellezza dello studio, facendogliela riscoprire. I presidenti delle suddette province hanno constatato in questa esperienza un'alternativa concreta al problema del bullismo attraverso la testimonianza di una passione: solamente insegnanti appassionati possono educare i ragazzi anche ad un senso civico. Chiediamo in questo senso di valorizzare esperienze educative di questo genere. Come causa ulteriore dei problemi sopra elencati è stata rilevata la parziale assenza, soprattutto in certe regioni, dell'istituzione statale all'interno della scuola. Proponiamo, inoltre, scambi etico-sociali e culturali fra regioni, affinché gli studenti stessi siano sensibilizzati, oltre a prendere atto di altre realtà nazionali, alla rilevanza del vivere secondo la legalità. Parlando di legalità è emerso un tema compreso ma altrettanto importante ovvero la dispersione scolastica. Su questo argomento chiediamo l'istituzione di un osservatorio permanente che permetta di monitorare, al fine di avere dei dati concreti sui quali si possa pianificare assieme un mirato intervento di risanamento. In conclusione alla visione delle proposte elencate precedentemente richiediamo l'istituzione di una legge quadro nazionale su diritto allo studio che garantisca l'attivazione di queste iniziative. In una società che attraverso i media propone ai giovani modelli sempre più educativi, la scuola deve porsi come alternativa concreta , che non si limiti ad istruire ma si ponga come obiettivo quello di educare a valori quali democrazia, pluralità e sapere libero. |
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